La Cicogna Capitalista

E’ proprio il caso di dire che la politica ed i politici, specialmente in Italia servono più che altro a creare i problemi laddove non esistono e a nascondere quelli che andrebbero affrontati. Ne è luminoso esempio il cosiddetto Libro Verde redatto dal Ministro per il Welfare Sacconi, documento che al di là del suggestivo titolo di gheddafiana memoria, rappresenta il manifesto ideologico del piano di smantellamento dello Stato sociale che la Berlusconi & C. è in procinto di proseguire nei prossimi anni. Il Libro Verde è in realtà un lungo elenco di slogan miranti nella sostanza ad affermare il principio dell’arte di arrangiarsi, principio che viene definito la vita buona nella Società attiva. Non si deve mai smettere di ripetere che l’obiettivo politico reale dello smantellamento dello stato sociale, al di là della riduzione del deficit pubblico, è ancora una volta quello di indebolire il potere contrattuale dei lavoratori in modo da portare il modello di capitalismo europeo a somigliare sempre di più a quello d’oltreoceano. Vorremmo ora però focalizzarci su due aspetti particolari del documento politico, vale a dire la proposta di allungare la vita lavorativa oltre i 62 anni e di introdurre una politica di incentivazione della natalità.
Vorremmo mettere in evidenza come entrambe le due proposte, lungi dall’adempiere ad un obiettivo di ristrutturazione della finanza pubblica, sono in realtà legate ad uno dei principi di fondo della Berlusconi & C., vale a dire l’allargamento della base di popolazione sfruttata dai capitalisti nostrani. Infatti che senso ha dare incentivi alla natalità e far rientrare a lavorare gli anziani quando la pressione ambientale sulle risorse naturali disponibili ha raggiunto livelli insostenibili? Che senso ha in generale far lavorare di più un sistema che è ormai surriscaldato con un’inflazione che rialza la testa di giorno in giorno? Non riusciamo a trovare una logica se non sempre la solita logica che domina la politica di tutta l’Europa, l’asservimento della politica agli interessi del grande capitale che chiede più o meno esplicitamente una manodopera abbondante, docile senza troppe pretese ed in crescita continua. Di fronte a questi grandi interessi il desiderio virtuoso dell’Italiano medio di fare meno figli, il desiderio di godersi un pò la vita dopo 35 anni di lavoro non hanno chiaramente spazio.
I capitalisti italiani sono riusciti in qualche maniera negli ultimi anni a risolvere il problema delle risorse umane attingendo alle risorse della immigrazione più o meno clandestina, essi sono i principali responsabili dell’ondata di immigrazione. Non è un caso che il recente “decreto sicurezza” ha previsto particolari fattispecie di reato per chi assume e sfrutta immigrati clandestini; l’immigrazione non avrebbe luogo se non ci fosse richiesta di manodopera a più bassa qualificazione e facilmente sfruttabile da parte delle imprese.
Lo sviluppo dell’immigrazione ha contribuito a calmierare il mercato del lavoro e a rendere più docili i sindacati, infatti il tasso di disoccupazione è sceso in Italia proprio in coincidenza con l’aumento dell’immigrazione, segnalando la netta perdita del potere contrattuale dei lavoratori; non è più necessario lo spettro della disoccupazione per tenere sotto pressione i lavoratori.
Ma ora che l’immigrazione comincia a produrre gli inevitabili guasti politico-sociali occorre istituire una cicogna capitalista che rifornisca di manodopera i padroni del vapore.
Articolo scritto da: Claudio Zimarino
Pubblicazione: 30/07/08 - 14:41
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